Europa Nazione, un’idea di destra che oggi piace a sinistra

Il concetto di "Europa Nazione", nel dopoguerra storicamente legato alla destra, incontra oggi un inaspettato favore trasversale nell'opinione pubblica italiana ma paradossalmente raffredda proprio una parte della destra che di quella storia raccoglie l’eredità. È quanto emerge da un recente sondaggio demoscopico condotto su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani adulti.

Prima di addentrarsi nell'analisi numerica dei dati attuali, è doveroso tracciare una premessa storica sul concetto ideale di "Europa Nazione". Questa visione geopolitica non è un costrutto recente, bensì affonda le sue radici nei movimenti politici europei post-45. Il suo sviluppo originario si deve in gran parte all'influenza di Jeune Europe, il movimento politico transnazionale fondato negli anni Sessanta dal teorico belga Jean Thiriart, il cui simbolo era la famosa croce celtica. In Italia, questa elaborazione ideologica fu recepita e fatta propria soprattutto dalla destra giovanile nel corso degli anni Settanta. Trovò importante spazio nel Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), intrecciandosi con la dottrina della "Terza Via" e con l'ideale romantico di una "Patria dei Popoli". In questo particolare contesto, l'influenza della componente "rautiana" del partito — l'area radicale che faceva riferimento a Pino Rauti — ebbe un ruolo importante nel diffondere l'idea di un destino identitario continentale. La formula "Né Mosca, né Washington" riassumeva plasticamente l'ambizione di un'Europa unita, indipendente, sovrana e armata, capace di smarcarsi in modo netto dal bipolarismo della Guerra Fredda e dal duplice imperialismo sovietico e americano.

20261009 - Europa Nazione

Due italiani su tre sono d’accordo

Il dato generale dice che alla frase «Né Mosca, né Washington: Europa Nazione» si dichiara d’accordo il 64% degli italiani: il 19% molto e il 45% abbastanza. I contrari sono il 23%, mentre il 13% non sa esprimersi.

Non siamo quindi di fronte a una posizione residuale, né al recupero nostalgico di una vecchia cultura politica. L’idea che l’Europa debba acquisire una propria autonomia internazionale raccoglie oggi un consenso ampiamente maggioritario.

Emergono inoltre alcune accentuazioni significative. Tra gli ultrasessantenni l’accordo sale al 71%; raggiunge inoltre il 70% tra i laureati e nel Nord Est. Il dato sembra suggerire che l’autonomia europea possa essere letta attraverso sensibilità molto differenti: come rafforzamento dell’Unione, come protezione dalle grandi potenze oppure, più semplicemente, come richiesta che l’Europa torni ad avere una propria voce.

La vecchia “Europa Nazione” piace soprattutto al centrosinistra

È passando alle appartenenze politiche che emerge il dato meno atteso. Una formula che appartiene storicamente anche alla cultura della destra italiana registra oggi le adesioni più elevate proprio a sinistra e al centro.

Tra gli elettori del Pd l’accordo raggiunge l’88%; seguono Azione con l’83%, Avs con l’81% e il Movimento 5 Stelle con il 76%. Complessivamente il centrosinistra arriva al 75%, mentre il centrodestra si ferma al 61%.

È un vero spostamento di significato. Quella che negli anni Settanta poteva rappresentare l’aspirazione a una “terza forza” europea tra Stati Uniti e Unione Sovietica viene probabilmente interpretata oggi, soprattutto nell’elettorato progressista, come autonomia strategica europea: maggiore capacità politica dell’Unione e minore dipendenza da Washington.

La parabola di Fratelli d’Italia

È soprattutto Fratelli d’Italia a mostrare quanto profonda sia stata la trasformazione della destra. Complessivamente il 64% dei suoi elettori condivide la frase: esattamente la media nazionale. Ma il dato cambia completamente se si considera l’intensità dell’adesione.

Solo l’11% degli elettori di FdI si dichiara infatti molto d’accordo. È una quota particolarmente bassa, soprattutto considerando la storia politica e simbolica del partito.

È forse il passaggio più interessante dell’intera rilevazione. Il principale partito della destra italiana, quello della Fiamma, che attraverso una storia politica certamente complessa rappresenta comunque l’erede maggiore di quell’area da cui provenivano molte delle elaborazioni sull’Europa Nazione, è oggi quello nel quale quella suggestione suscita così poco entusiasmo.

Futuro Nazionale: pochi favorevoli, ma molti entusiasti

Il caso più particolare è infine quello di Futuro Nazionale. I suoi elettori sono complessivamente i meno favorevoli alla formula: soltanto il 38% è d’accordo e il 44% contrario. Eppure proprio qui troviamo una quota sorprendentemente alta di adesioni forti: il 25% è molto d’accordo.

Si tratta naturalmente di una suggestione interpretativa, non dimostrabile attraverso questi dati, ma viene da chiedersi se dentro quella quota non sopravviva una componente di “vecchi” della destra italiana, culturalmente formatasi quando Europa Nazione, Terza Via e Patria dei Popoli costituivano riferimenti riconoscibili di quell’ambiente politico. Pochi, forse, ma assai più convinti.

Ah, quanto è cambiata la destra

Oggi le destre stanno effettivamente crescendo e arrivando al governo in molti Paesi europei. Ma non sembra affatto che la loro direzione sia quella immaginata allora. Più che costruire una sovranità europea, molte di esse puntano a recuperare sovranità per le singole nazioni; più che fare dell’Europa un nuovo soggetto politico, ne contestano spesso proprio il rafforzamento.

E così la storica formula dell’Europa Nazione, nata e cresciuta dentro la cultura di destra, trova oggi i suoi sostenitori più convinti altrove, mentre proprio Fratelli d’Italia, il partito della Fiamma, appare tra i meno entusiasti.

Ah, quanto è cambiata la destra. Quando Giorgio Almirante diceva: «La destra o è Europa o non è», aggiungeva anche: «L’Europa o va a destra o non si fa». Ma in Europa le destre di oggi non paiono proprio di questo avviso.


PS.
Amarcord. L'articolo fa tornare alla mente questo bellissimo album uscito nel 1986, degli inglesi Redskins. Fortemente ideologizizzato ed in un'altra direzione, ma il titolo è lo stesso - Neither Washington nor Moscow - e l'idea di fondo, parzialmente, anche.

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