Opinioni sull’Islam, opinioni sugli islamici: non del tutto uguali

Il tema dell'Islam e dell'integrazione Islamica nella cultura occidentale è prepotentemente tornato nel dibattito dopo l’attentato di Bondi Beach, la spiaggia più celebre di Sydney, in Australia, che ha provocato 15 vittime. Non solo: nel documento della nuova "National Security Strategy" appena firmato dal Presidente USA, si parla dell'Europa e della civiltà europea che potrebbe scomparire a causa della non frenata immigrazione, in gran parte islamica.

AnalisiPolitica ha sottoposto ad un campione di 1.000 italiani adulti due semplici domande. La prima relativa alle opinioni sull'Islam, la seconda relativa alle opinioni sugli islamici.

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Il dato centrale sembra essere quello di una una polarizzazione crescente. La quota che considera l’Islam “una religione di pace e tolleranza” crolla dal 23% (2019) all’11% (2025): si dimezza in sei anni. Parallelamente, cresce in modo netto la visione esplicitamente negativa:
“una religione violenta e intollerante” passa dal 27% al 35% (+8 punti). Rimane sostanzialmente stabile (40% → 38%) la posizione intermedia: “religione che è stata anche violenta, ma potenzialmente pacifica e tollerante”; oggi come nel 2019, la prima area di opinione. Aumenta l’incertezza: i “non so” salgono dal 10% al 16%, segnale di confusione, distanza o difficoltà di giudizio.
Nel 2025 l’immagine dell’Islam è complessivamente più critica e meno benevola rispetto al 2019. Non tanto per un collasso della parte più riflessiva, della popolazione; piuttosto per la sensibile erosione del polo positivo, con il contemporaneo aumento di quello negativo.

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L'opinione sugli immigrati mussulmani in Italia è invece meno radicale, pur la tendenza vista sopra rimanendo chiara.
La posizione inclusiva “al pari di altri” resta maggioritaria, ma scende dal 55% al 46% (–9 punti percentuali). “Meno bene di altri, per differenze di mentalità/cultura”, passa dal 35% al 38%. Cresce, anche se di poco, la visione problematica, che comunque raggiunge una importante quota intorno ai due su cinque. Restano marginali le visioni esplicitamente positive (“meglio di altri”), che salgono solo dall’8% al 10%. Non allo stesso livello, ma anche qui aumenta l’incertezza: 2% → 6% di “non so”.
Gli immigrati mussulmani non sono, quindi, percepiti come un blocco radicalmente incompatibile. Però diminuisce l’idea di integrazione “normale” e spontanea, nel contempo in cui aumenta la percezione di difficoltà strutturali di integrazione culturale e cresce l’area di dubbio e sospensione del giudizio.

Il dato più rilevante, pare quello di comprendere come l'Islam-religione sia giudicato più negativamente dell'Islamico-persona. Vi è quindi una distinzione diffusa tra dottrina/religione e individui concreti. Tuttavia, il peggioramento dell’immagine dell’Islam si riflette indirettamente anche sugli immigrati musulmani, erodendo nel tempo l’area di un'integrazione naturale; come anche si evince anche dal precedente sondaggio di AnalisiPolitica pubblicato nell'articolo "Immigrazione: i più temuti".

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