AnalisiPolitica ha condotto un sondaggio su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani adulti volto a misurare la disponibilità dell’elettorato a prendere in considerazione, per il voto, la nascita di un nuovo partito moderato di vera ispirazione cattolica.
L’analisi si concentra in modo specifico sulla risposta più impegnativa e politicamente rilevante: “Sicuramente sì”. La quota di italiani che afferma con certezza che prenderebbe in considerazione il voto a un partito cattolico moderato è pari al 7%. Si tratta di una minoranza netta, ma di certo non trascurabile per gli equilibri politici: sembrerebbe quindi esistere un'area di consenso già strutturata, in qualche modo un bacino non meramente esplorativo o ipotetico.
Si rilevano, inoltre, alcune differenze sociodemografiche. Ad esempio, riguardo le fasce d'età. Il picco di “sicuramente sì” si registra tra i 40–59 anni (11%), mentre è molto più basso tra i giovani 18–39 anni (5%) e crolla tra gli over 60 (3%). Il consenso più solido sembra quindi collocarsi nella fascia adulta centrale, socialmente ed economicamente più attiva.
Relativamente all'area geografica, emerge il dato del Sud e Isole (10%), in media Nord-Est e Centro, mentre il Nord-Ovest mostra il valore più basso (3%). Si potrebbe pensare ad aree in cui è maggiormente radicato un tradizionale rapporto tra identità religiosa e comunità locale.
Come ci si poteva aspettare, riguardo la religiosità percepita, emerge la frattura più netta il “sicuramente sì” raggiunge il 15%. Lo stesso dato ci dice, però, che un eventuale partito cattolico, non è per tutti i cattolici.
Dato interessante è quello relativo all'incrocio con l'autocollocazione politica. Il valore a "destra" è del 21%, mentre quello a "centro destra" è 5%. Molto sopra e poco sotto la media nazionale, pur essendo dalla stessa parte politica. E nel centro, il partito cattolico non sfonda: 8%. Come se potesse rinascere una DC Sbardelliana, oltre quella di Andreotti. Anticomunismo frontale; centralità dell’ordine pubblico e dell’autorità dello Stato; valori cattolici tradizionali, diffidenza verso il centro-sinistra.
La tavola mostra che i valori più alti si registrano tra gli elettori di Fratelli d’Italia (14%), M5S (10%) e Lega (9%), mentre risultano più bassi tra PD (4%) e Forza Italia (6%); quasi nullo fra gli indecisi (1%). Il dato segnala che l’eventuale spazio di consenso certo non si colloca nel centro-sinistra, ma si concentra soprattutto nell’area di destra e in parte in quella antisistema, suggerendo un potenziale bacino iniziale politicamente già orientato, più che trasversale.
In sintesi, non esiste oggi una domanda di massa, ma è presente una minoranza motivata e riconoscibile, socialmente e politicamente collocata. Questo potenziale elettorato è più adulto, più presente nel Mezzogiorno, caratterizzato da una religiosità alta e da un orientamento politico strutturato. Intercetta un segmento già predisposto, che potrebbe rappresentare il punto di partenza, ma non il punto di arrivo. Nella pratica, non nuovi voti, ma voti che si spostano.
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