Il tema della funzione della pena è di recente tornato nel circuito politico/mediatico, anche grazie alle pubbliche osservazioni del Presidente Mattarella, riguardanti la condizione carceraria in Italia.
La questione è parte del più ampio argomento riferibile alla criminalità e alla battaglia per sconfiggerla. Ed un recente sondaggio di AnalisiPolitica, effettuato su un campione rappresentativo di 1.000 italiani adulti, ci dice che proprio la pena viene visto tra i metodi maggiormente efficaci per combattere il comportamento illegale.
Sono state sottoposte al campione, sei opzioni: due legate concetto di sanzione; due a quello di tutela del cittadino; due a quello di prevenzione sociale.
"Infliggere pene più dure" ed "essere sicuri che un condannato sconti la pena", ottengono, rispettivamente, il 21% ed il 18% delle risposte. Insomma, due italiani su cinque, punterebbero su questo aspetto per combattere efficacemente il crimine.
Per il 19% occorre "aumentare la presenza delle forze dell'ordine", che insieme a "sveltire la giustizia" (14%), il punto di vista è quello della protezione, grazie ad un migliore funzionamento del sistema-stato.
Oltre un quarto del campione, infine, scommette sulla prevenzione sociale: "aumentare la prevenzione" 16% e "aumentare le occasioni lavorative" 11%.
A livello politico il dato è certamente differenziato, con il 60% degli elettori della Lega che vorrebbe pene più dure. Il resto del centrodestra, ovvero Forza Italia e Fdi, invece, è maggiormente accentuato sulla presenza delle Forze dell'Ordine.
Nel centrosinistra, come forse ci si poteva aspettare, si punta di più sugli aspetti preventivi (58% in Avs e 39% nel Pd). Il Movimento 5 Stelle, ancora una volta, si differenzia. La sua distribuzione è praticamente quella della media nazionale, con un certo segnale ne "aumentare le Forze dell'Ordine".
La domanda diretta su cosa la pena comminata "dovrebbe fare", ci da risultati praticamente identici sia oggi che dieci anni fa. Su questo aspetto, l'opinione degli italiani non è praticamente mutata. Per il 43%, più di due su cinque, la pena deve avere uno scopo punitivo. Non è effettivamente quello che è scritto in Costituzione, anzi, è il contrario, ma, vista anche la conferma nella comparazione temporale, è chiaro che l'opinione pubblica vada in questa direzione. Poco meno di un terzo, il 31%, invece sottolinea la funzione rieducativa, che è appunto quella indicata dalla Carta. Infine, il 24% - questo è l'unico dato che si muove un po' dal 2015, quando era il 24% - la pena serve a "proteggere la società da chi ha commesso un reato".
A livello politico, ancora più chiaramente, si presentano quelle differenze viste prima. Tra gli elettori della Lega, l'aspetto punitivo raccoglie il 68% dei consensi; mentre sia la base di Forza Italia (38%) che quella di FdI (31%), sottolineano l'aspetto della tutela sociale.
Ancora una volta, nel centrosinistra, Avs (57%) e Pd (43%) mantengono un'opinione simile sulla funzione rieducativa della pena. Il valore dl Movimento 5 Stelle è quello della media nazionale.
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