AnalisiTurismo - Internet e Turismo: una rivoluzione annunciata

    4 Aprile 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Internet ha rappresentato una rivoluzione nel turismo, al punto da influenzare e determinare le scelte strategiche ed il destino di molte imprese sul mercato.

    Senza questo strumento, infatti, alcune tipologie di strutture turistiche come gli agriturismo ed i B&B, probabilmente non esisterebbero o, al limite, avrebbero avuto uno sviluppo ben diverso da quello a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.

    Ma siamo proprio sicuri che stiamo utilizzando le grandi potenzialità che offre internet nel migliore dei modi? E’ possibile usare questa vetrina in modo diverso?

    Prima di partire per una vacanza, Internet è diventato sempre più percepito ed utilizzato come “occhio” sul territorio. Nel tempo si sono moltiplicati i siti con fotografie, immagini a 360 gradi e visite virtuali in alta definizione.

    Ma analizzando nello specifico  le tipologie di siti internet delle imprese turistiche, la realtà mostra una faccia diversa: pochissime aziende ancora oggi fanno vedere nella propria pagina web  il territorio, le opportunità che offre, le delizie alimentari o i momenti di svago di cui godere.

    Va ancora peggio quando si passa alla prenotazione on-line: tutti o quasi tutti hanno un contratto con una agenzia di viaggio online (Expedia per esempio) che permette alle imprese di usufruire di una vetrina unica e generalista.

    Ma passando al sito della struttura, la situazione cambia radicalmente. Si può dire che, escludendo le grandi città come Roma, Milano o Firenze, per citarne alcune, la percentuale di coloro che offrono una prenotazione on-line rimane ancorata al 10%. Tutti invece spronano l’internauta a mandare una mail per prenotare specificando nome, cognome, indirizzo, motivo, e persino possibili desideri; ma questa non è prenotazione on-line. Insomma, se da un lato le Ota (agenzie di viaggio online) hanno dato un grande impulso al mercato on-line, dall’altra hanno contribuito ad annullare negli operatori la necessità di sviluppare una vera prenotazione on-line, come è invece in Paesi più sviluppati.

    Passando poi al momento della fruizione del servizio, ossia quando si gode la scelta effettuata,  la situazione ci catapulta indietro nel tempo.  Se offrire il Wifi è un segno di civiltà e di ospitalità generato dalla voglia di rimanere connessi e non cadere nella trappola del roaming, la probabilità di averlo nella camera da letto e in sala ristorante in forma gratuita ci proietta nel Rinascimento. Se a questo si aggiunge la impossibilità di utilizzare internet per sapere cosa fare nelle vicinanze della struttura, dove spendere i momenti di relax sorseggiando un aperitivo o un digestivo, allora possiamo dire di essere ancora all’anno zero, o quasi, della rivoluzione digitale.

    Ancora tutto da creare, invece, il rapporto tra cliente e struttura turistica dopo aver usufruito della prestazione. All’atto della registrazione, infatti, sono obbligatoriamente chiesti documenti e carta di credito, ma raramente la mail. Eppure c’è una regola molto semplice di mercato secondo la quale l’investimento per mantenere un cliente è molto meno impegnativo rispetto alla ricerca di un nuovo ospite. E ancora: le indagini ci ricordano insistentemente che la maggiore influenza nella scelta di una località è il consiglio di parenti ed amici (passaparola) e l’esserci già stato. Il resto dell’advertising nel turismo conta ben poco.

    In conclusione: ci sono margini di miglioramento nell’utilizzo di Internet per creare valore aggiunto per l’impresa e per il viaggiatore? Probabilmente si, a patto di sviluppare un sistema stabile ed efficace per le prenotazioni online e trasformando il sito della struttura turistica in una vera e propria porta del territorio circostante. E ancora: offrendo il Wifi gratuito e consolidando, nel tempo, il contatto con il cliente offrendo occasioni speciali per ritornare.


    (Fonte: dati Isnart, 2013)

     

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