“Tortona” non “Tortora”

    18 Maggio 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    C’era scritto “Tortona” e non “Tortora”, come appurò la perizia calligrafica, ed il numero accanto al nome non corrispondeva a nessuno dei suoi telefoni.
    Di cosa stiamo parlando? Dell’agendina trovata a casa del camorrista Giuseppe Puca, “O’Giappone”, sulla quale si basava l’accusa che portò all’incriminazione di Enzo Tortora per associazione a delinquere di stampo camorristico da parte della Procura di Napoli nel giugno del 1983.
    La vicenda è nota. Giudiziariamente si concluse in Appello il 15 settembre 1986 (e in Cassazione l’anno dopo), quando il presentatore di Portobello venne assolto con formula piena. In breve, i difensori di Tortora dimostrarono che le numerose testimonianze a sostegno dell’accusa di molti noti camorristi in carcere, tra cui quella di Pasquale Barra, conosciuto anche per aver tagliato la gola in carcere, squarciato il petto e addentato il cuore di Francis Turatello, uno dei vertici della malavita milanese, non erano altro che tentativi per ottenere riduzioni di pena.
    Panzane, come tra l’altro la gran parte dell’opinione pubblica del tempo riteneva che fossero.
    Perché parliamo di questo? Perché fra qualche giorno, il 18 maggio, ricorre il venticinquesimo anniversario della morte di Enzo Tortora, che, chi ha l’età per ricordare, sa benissimo come fu drammaticamente accelerata da quella terribile vicenda.
    Riguardo Lucio Di Pietro e Felice Di Persia, i sostituti che arrestarono e rinviarono a giudizio il presentatore, si parlò di “superficialità”, di “catena di errori”, ma anche di “intenzione di nuocere all'uomo”. Comunque non vi fu mai nessuna azione penale nei loro confronti, né indagine di approfondimento. E neanche il CSM li censurò per il loro operato promovendo una qualche azione disciplinare. Proseguirono nelle loro carriere.
    Anche a seguito di tutto ciò, nel novembre ’87 si arrivò al referendum promosso dai Radicali sulla responsabilità civile del giudice, il cui risultato fu un quasi unanime, con oltre 80% dei votanti a favore dell’assunzione di responsabilità di quei magistrati che, con colpa grave e nell’esercizio delle loro funzioni, avessero danneggiato il cittadino.
    Il risultato referendario fu poi sostanzialmente eluso con l’approvazione della Legge Vassalli, a detta di molti, lontana dalle indicazioni della popolazione e che in ogni caso, non ha mai fornito base legale per sentenze di condanna.
    Solo che ancor oggi, a venticinque anni dai fatti, la richiesta è sempre la stessa.
    Se chiedi ad un italiano se è d’accordo o non d’accordo che un magistrato che sbagli debba essere responsabile della propria azione, ti risponderà di sì. E non stiamo parlando di una certa percentuale di italiani e neanche della maggioranza degli italiani e neppure della grande maggioranza degli italiani. Eh sì, perché in sociologia, quando si hanno valori che superano il 90% si usa il concetto di “totalità”. E quindi si può dire “gli italiani”. E’ questo il dato da noi rilevato lo scorso anno 95%. Così come era 93% nel 2008. Plebiscitario. Non lontano, anzi più grande, di quel valore referendario del 1987.
    Sempre per rimanere in tema Tortora, ricordando che quei magistrati non ebbero a subire nessuna conseguenza nonostante l’evidenza dei loro errori, da parte dell’organo di autogoverno, il Consiglio Superiore della Magistratura, ribadisco il dato da noi rilevato nel 2010, che vede 68% degli italiani adulti suggerire che “I giudici dovrebbero essere controllati da un organo indipendente, non composto da altri magistrati loro colleghi, come avviene ora”.
    Chissà se questo governo bicefalo, sotto la spinta di Berlusconi e col freno del PD, riuscirà a trovare un buon compromesso, condiviso, facendo così un grande regalo alla nazione?

    TAVOLA 1.

    Può dirmi se e’ d’accordo o non d’accordo con queste frasi che abbiamo sentito da altri cittadini?
    “Un magistrato che sbaglia dovrebbe essere responsabile della propria azione”
    (Metodologia: www.sondaggipoliticoelettorali.it)

     

     

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