Ripartire

    10 maggio 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Non era passata inosservata, durante il discorso per del voto di fiducia, la puntualizzazione di Gianni Letta sulla cancellazione dell’Imu. E nella stessa giornata del 29 marzo, dopo il dibattito stesso, lo stesso Berlusconi aveva parlato di “punto irrinunciabile”, tanto che alcune testate on-line erano uscite con titoli che ne sottolineavano un presunto intento ricattatorio.

    L’abolizione dell’Imu, insieme ad un sostanziale ridimensionamento dei poteri (e metodi) di Equitalia, è la battaglia che il Cav si era intestato in campagna elettorale.
    Quando Berlusconi nelle settimane antecedenti il voto annunciò la sua idea, la maggior parte degli osservatori commentarono su quella che doveva essere una delle “solite sparate” del Cavaliere. Neanche troppo originale, visto che c’era già stato l’annuncio sull’Ici nel 2006. Nelle settimane successive al voto, poi, in questi due mesi in cui non si riusciva a formare un governo, stupiva l’insistenza su quel tema, così divisivo. Sia i montani che il centrosinistra quella tassa la davano necessaria, assodata e anche in gran parte digerita.

    Tornando a Letta, durante il suo tour europeo da neo-premier, le dichiarazione di vari leader incontrati sembravano però ammonire che, insomma, l’Italia dovesse mantenere prima di tutto i conti in ordine, pensare ad un piano di ripartenza generalizzato, e non intestardirsi sulla riduzione di questa o quella tassa.
    Immediato il contraltare dei partiti in Italia. Se, per buona parte del PD, l’abolizione dell’Imu non sembra essere la misura più urgente, l’ex premier Monti  ha parlato di “considerazione esclusiva e quasi morbosa del dibattito politico attuale”.
    Pronti, prima Brunetta e poi Berlusconi, hanno ricordato che questo è un loro preciso dovere verso gli elettori e che per il Pdl la questione rimane “dirimente”.

    Ma perché?
    Perché se agli italiani chiedi cosa serve per far ripartire il Paese, ti rispondono di abbassare le tasse.
    E’ quello che abbiamo fatto nel nostro ultimo sondaggio, dando, alla domanda, quattro possibilità di risposta, tutte valide: dalla riduzione fiscale, al contenimento della spesa pubblica, alle liberalizzazioni, alla sburocratizzazione dello Stato.
    Tutte opzioni necessarie, ma di certo, con il 39%, quella che è piaciuta di più è stata “l’abbassare sensibilmente le tasse a cittadini ed imprese”.
    Con il 35%, quindi immediatamente dopo, la richiesta di “creare un sistema politico-istituzionale che renda l’Italia meno burocratica, più stabile e più semplice da governare”. Solo con un certo distacco (19%) la riduzione della spesa pubblica e la politica delle liberalizzazioni (7%).
    Confrontando i risultati con quelli di cinque anni fa, notiamo una sostanziale similitudine. Unica variazione, a riconferma dell’importanza del risultato, il dato che aumenta è proprio la richiesta di abbassamento delle imposte (a scapito della riduzione della spesa pubblica).
    Da notare che non vi sono particolari differenze tra gli elettorati. Solo un po’ più sensibili al contenimento dei costi il centrodestra, allo snellimento dello Stato il centrosinistra e alla riduzione fiscale il Movimento 5 Stelle.
    Se infine, per dare un senso pratico a questi numeri, dovessi tradurre il risultato del sondaggio nel pensiero dell’uomo comune, direi: “vabbé, teniamoci anche questo Stato spendaccione, questi notai che per un timbro ti fanno pagare 1000 Euro, ma lasciateci fare. Non ammazzateci di tasse e lasciateci fare”.

     

    TAVOLA 1.

    Quale fra questi, può essere il mezzo migliore per fare “ripartire” il Paese?

     

    Vedi l'articolo originale pubblicato oggi in esclusiva per ©2013 Libero Quotidiano - Riproduzione Riservata


     

    METODOLOGIA

    Universo                      popolazione italiana adulta
    Campione                    rappresentativo, 600 casi
    Realizzazione                Ferrari Nasi & Associati, Milano
    Rilevazione                  15-17 aprile 2013
    Scheda completa         www.sondaggipoliticoelettorali.it

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