Il 4 Novembre

    1 novembre 2012



    di Arnaldo Ferrari Nasi.


    “…I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”.


    Il 4 Novembre del 1918 veniva emanato quest’ultimo bollettino dal Comando Supremo del Generale Armando Diaz.
    La guerra era vinta; Trento e Trieste erano tornate alla madrepatria; l’Italia era in tutto e per tutto unita, tanto che alcuni storici pensano alla Grande Guerra come alla IV Guerra d’Indipendenza.
    Dal 1977 il 4 Novembre non è più festa nazionale, ma è la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Forze Armate che non solo ebbero il categorico merito di riuscire nella vittoria, ma che regalarono all’Italia il primo vero grande balzo verso un paese unito anche a livello sociale.
    Si conosce quale fu il problema all’atto dell’Unità, ben riassunto da Massimo D’Azeglio  con  la sua famosa frase: "fatta l'Italia, dobbiamo fare gli italiani". Già da quel momento le Forze Armate cercarono di contribuire alla soluzione muovendo i coscritti alle armi da una parte all’altra del paese, oltre che motivi di ordine pubblico, anche nel tentativo di creare una sorta di amalgama tra persone che fino a poco tempo prima erano stati sudditi di regni stranieri con lingue e culture differenti.
    La Grande Guerra invece vide una per quanto minoritaria componente di gente del Sud vivere e combattere per mesi e mesi nelle trincee (o sulle navi) assieme ai fratelli del Nord. E vide anche le donne contribuire allo sforzo bellico in modo massiccio, lavorando nelle fabbriche e nei campi, occupando posti solitamente riservati agli uomini. Sentendosi anch'esse sempre più parte attiva nella nazione.
    Anche questo fu un grande apporto che le Forze Armate diedero al nostro paese: quello della sempre maggiore unione sociale fra italiani.
    Vi sono anche oggi dei meriti che i cittadini riconoscono alle Forze Armate italiane, al di là dei loro compiti istituzionali strettamente intesi?
    Sembrerebbe di sì. Ad esempio, l’immagine di grande paese credibile non la da solo il forte prestigio internazionale del nostro attuale premier. Per la maggioranza degli italiani “anche grazie al comportamento delle nostre Forze Armate nelle missioni internazionali, l’Italia assume sempre più l’immagine di un Paese affidabile agli occhi del mondo”.

    TAVOLA 1.
    Puo` dirci se e` molto, abbastanza, poco, per nulla d`accordo con questa affermazione?
    “Anche grazie al comportamento delle nostre Forze Armate nelle missioni internazionali, l’Italia assume sempre più l’immagine di un Paese affidabile agli occhi del mondo”

    Allo stesso modo viene riconosciuto alle FFAA e all’indotto industriale che ruota loro attorno un valore in campo economico di non secondaria importanza. Per il 58%, infatti “l’industria militare, in Italia, è importante anche per i posti di lavoro che rappresenta”.
    Come ci si poteva aspettare, entrambe le statistiche citate crescono nell’ambito del centrodestra, ma con significative eccezioni, soprattutto rispetto a quest’ultimo quesito, per cui nell’elettorato Udc il valore supera il 75% o in quello di Grillo il 65%.

    TAVOLA 2.
    Puo` dirci se e` molto, abbastanza, poco, per nulla d`accordo con questa affermazione?
    “L`industria militare, in Italia, e` importante anche per i posti di lavoro che rappresenta”

    Infine, tre italiani su quattro ritengono che l’Italia debba avvalersi di un “esercito forte” al di là del sistema di alleanze (qui semplificato con “gli Americani”). 
    In questo caso non ci sono scostamenti a livello di partiti. Inoltre, il fatto che esattamente lo stesso dato sia stato da noi rilevato anche nell’Agosto 2005, porta a pensare come nell’opinione pubblica italiana sia consolidato il fatto che i compiti istituzionali delle FFAA non possono e non devono essere derogati oltre ad un certo limite alla rete di accordi militari. Gli italiani, almeno la grande maggioranza di essi, vogliono un apparato di difesa autonomamente in efficienza.

    TAVOLA 3.
    Puo` dirci se e` molto, abbastanza, poco, per nulla d`accordo con questa affermazione?
    “All’Italia non serve un esercito forte, ci sono gli Americani”


    E allora, se le Forza Armate migliorano l’immagine estera dell’Italia; se la loro importanza è riconosciuta anche a livello dell’economia nazionale; se si ritiene imprescindibile che la difesa del paese venga affidata ad altri se non a loro, la risposta al nostro quesito iniziale: “vi sono anche oggi dei meriti che i cittadini riconoscono alle Forze Armate italiane, al di là dei loro compiti istituzionali strettamente intesi?”, può essere una sola, sì.

     

    Dedicato ai 52 caduti italiani in Afghanistan

     


     

    Metodologia

    Universo: popolazione italiana adulta
    Campione: rappresentativo, 600 casi
    Committente: AnalisiPolitica
    Realizzazione: Ferrari Nasi & Associati, Milano
    Rilevazione: 6-8 ottobre 2012
    Scheda competa: www.sondaggipoliticoelettorali.it

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