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Lo scenario politico preelettorale

 

25 settembre 2017



di Arnaldo Ferrari Nasi

Se agli elettori chiediamo se "si sentono" di destra o di sinistra, comprendiamo come sia ormai iniziata, anche per loro, la campagna per il 2018: abbandonano gli estremi, convergono su posizioni misurate, si dispongono a coprire lo spazio politico.

 

 

A sinistra. Il Pd, privo della left wing, abbandona del tutto l'intransigenza e diventa ancora più centrista che nel periodo prodiano. Nel contempo, gli scissionisti e gli ex sinistra-sinistra, uniti nei nuovi gruppi Si e Mdp, si incontrano a metà, in una una posizione sicuramente meno radicale di prima, ma molto distante dal partito renziano. Ormai organico al centrosinistra, anche Alleanza Popolare, oggi più vicino al Pd che non prima a Forza Italia. Solo i grillini non si sono mossi, ma lo avevano già fatto prima, perdendo la primigenia componente di destra, valutata in oltre un terzo del partito, collocandosi stabilmente nell'area di sinistra.

Pure a destra il riposizionamento è interessante: se nel 2015 tutti i tre partiti erano innaturalmente schiacciati sulle posizioni estreme della prima Lega salviniana, oggi si assiste ad una dislocazione molto più vicina a quella che era la Casa delle Libertà della metà degli anni 2000. E' Fratelli d'Italia il partito più a destra, come prima lo era An, di cui, almeno in parte, riprende le tradizioni Allo stesso modo, Fi ritorna su una prospettiva di destra moderata più consona alla sua storia. I travagli interni degli elettori leghisti (partito nazionale di destra o federalismo oltre i colori?) diventano evidenti, quando, scavalcando Fdi verso il centro, sembrano voler tornare a quel 6,7 su cui sono stati per quasi tutto il decennio precedente, partiti dal 5,6 del 1994. Evidente il forte gap nell'area più vicina al centro, in cui non esistono oggi partiti dalla cosistenza e identità credibile, che si traduce in mancanza di offerta politica per una quota non trascurabile di elettori.

 

 

Quali saranno i temi della prossima campagna? In questi anni non ci sono state grosse riforme o mutamenti di indirizzo, è probabile che si tratteranno ancora le stesse materie: ripresa, Europa, immigrazione, fiducia nella classe politica. Sono tutti temi importanti, allora quanto abbiamo voluto fare è metterli a confronto, mettendo così a confronto le tre aree politiche che li sostengono. Come nel 2015, anche oggi avere una classe politica "onesta e trasparente" è più importante che avere una classe politica capace. E' essenzialmente il motivo per cui, a livello nazionale, il Movimento 5 Stelle resta in modo costante, da anni, nelle percentuali massime dei sondaggi, nonostante sia sotto gli occhi di tutti l'esperienza grillina a Roma. L'opzione sul rilancio economico, propria delle aree moderate, guadagna quasi quindici punti percentuali in due anni. Questo saldo positivo è dovuto essenzialmente a quote di centrodestra e, soprattutto, agli indecisi, il cui interesse per una politica adamantina scende dal 72%  al 38%. In ultimo, i temi sovranisti, che se messi a confronto con altri di pari importanza, continuano ad appassionare poco.