Sull'arma nucleare italiana

    31  Ottobre 2010



    di Arnaldo Ferrari Nasi

     

    In Italia il rapporto col nucleare rimane controverso.

    Già il dato pubblicato da AnalisiPolitica nella scorsa primavera e ripreso da molti media nazionali, mostrava come fosse stato sufficiente non parlare del tema per un certo periodo, per far calare la volontà di ritorno allo sfruttamento del nucleare civile da parte dei cittadini di oltre dieci punti percentuali. Dal 2009 al 2010 si era passati da un’ampia maggioranza del 54% di Italiani favorevoli, ad un fortemente minoritario 41%, con il 57% di contrari.

    Oggi, in occasione della Giornata delle Forze Armate, AnalisiPolitica rende noto il sondaggio con cui ha inteso verificare un’ipotesi non dissimile, nell’ambito militare.

    Ebbene, anche questo caso il risultato va nella medesima direzione. Alla richiesta di accordo o non accordo con l’affermazione: “le Forze Armate italiane dovrebbero dotarsi di tecnologia nucleare, come le più importanti nazioni del mondo”; il 72% risponde negativamente e solo il 22% in senso positivo.

    Eppure poco tempo prima, nel 2007, si rilevava come il 76% del Paese ritenesse che “la capacità tecnologica militare italiana deve essere a livello dei migliori paesi stranieri” e che “la tecnologia e la ricerca in ambito militare porta spesso a sviluppi in campo civile” (68%). In più nel 2005, solo il 18%, neanche un Italiano su cinque, era d’accordo con l’affermazione “All’Italia non serve un esercito forte, ci sono gli Americani”.

    Con tutta probabilità, il fenomeno complessivo è da interpretare come la sindrome di Nimby delle Forze Armate, che, ricordiamo, in ambito civile affligge circa un quarto dei cittadini e il 60% di chi vorrebbe tornare al nucleare (dato 2010).

    A livello politico, per tornare al quesito iniziale, è da segnalare uno scostamento dalla media nazionale nei simpatizzanti di Futuro e Libertà: qui la voglia di nucleare militare arriva al 40%. Si tratta pur sempre della minoranza, ma la differenza con gli altri è significativa.

    Forse un dato utile nella profilazione del potenziale elettore di questa nuova forza politica.

     


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