Lo spazio politico

    15 novembre 2015



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Tralasciando lo spostamento a sinistra dei grillini di cui abbiamo già trattato, lo spazio politico del 2015, rispetto a quello dell'anno precedente, evidenzia in entrambi gli schieramenti, un'ampia area scoperta.

     

     

     

    Nel centrosinistra, l'accusa che spesso viene fatta a Renzi è quella di fare politiche di destra; ma elettorato del Pd non sente assolutamente di essersi spostato in quella direzione. E' che spesso politici ed intellettuali d'area non riescono a capire come si muove la realtà della gente. In un blog, un militante lamentava che per essere di sinistra non basta andare ai convegni e fare tanta retorica di sinistra, senza concludere nulla di sinistra. Lo stesso Scalfari affermava recentemente su Repubblica che "i consensi verso Renzi provengono da destra; lo scopo è di cambiare pelle al Pd o meglio alla sigla del Pd che dovrebbe diventare la nuova etichetta del centrodestra italiano". Quel che sembra succedere è invece il contrario: la gran parte degli elettori si sente diversa ed alternativa al centrodestra e rimane al suo posto; mentre è l'area più a sinistra che si è radicalizzata, come anche si intuisce vedendo lo spostamento di Sel. E' come quando, alla stazione, dal proprio treno se ne vede partire un'altro: l'impressione è che siamo noi a spostarci, ma non è vero, è l'altro. Il risultato è che a sinistra del Pd si crea un vasto spazio, nel quale potrebbe insinuarsi una nuova formazione, non composta da elettorato ex-Cinquestelle, che si è già "sinistrizzato", ma da elettori Pd delusi e dirigenti del gruppo perdente. Ma a livello di voti, nessun nuovo apporto al centrosinistra.

     

    Sull'altro versante, una grossa frattura nell'area che era propria dei due protagonisti della seconda repubblica Fi e An e poi del Pdl, intorno al 6,8-7,2. Un'area non estrema moderata, ma non di centro. Non c'è neanche più l'Ncd, che, quasi scomparso a livello numerico, è confluito in Area Popolare, muovendosi da solo verso un Udc immobile. Stiamo assistendo al fenomeno della polarizzazione. Ciò che rimane di Forza Italia si è spostato sulle posizioni della Lega di Salvini e lo stesso si può dire di quel che rimane degli eredi di An. Con una differenza: mentre gli ex-elettori di Fi, in buona parte ancora esistono e sono rappresentati dai partitini di centro, almeno la metà degli ex di An sono dispersi. Alcuni sono con la Meloni, ma come già segnalato, è la stessa destra che non crede a in un futuro di Fdi. Molti erano con Grillo, ma anche in questo caso si è visto come l'anima di destra del Movimento si sia ridotta di due terzi. Forza Italia è in decrescita e Salvini è stabile da diverso tempo, ovvero ha pescato quasi tutto dal suo bacino. Se si costruisce un'indicatore per misurare la differenza tra i partiti che rappresentano il centrodestra e gli elettori che si sentono di centrodestra, si ottiene una forbice del 4,5-7,5%. Tendenzialmente elettori maturi, sopra i 35 anni, molti nelle aree del Nord. Proprio la figura che tradizionalmente occupava quello spazio rimasto vuoto.

     


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