Via dall'Afghanistan

    3 novembre 2015



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    La premessa è ancora una volta ricordare come il cittadino italiano non sia per nulla contro le missioni internazionali e tantomeno è in lui vi sia qualcosa che possa richiamare all'antimilitarismo. Anche dagli ultimi studi di AnalisiPolitica, raccolti nel saggio "Forze Armate e Pubblica Opinione", si è visto come il 65% degli italiani abbia fiducia nelle Forze Armate e come esso sia il dato più alto rispetto a tutte le altre istituzioni. Come per i due terzi occorre che ogni governo abbia come priorità avere Forze Armate efficienti e affidabili; come per il 72% serve un esercito forte al di là del sistema di alleanze. Inoltre, tre su quattro considerano l'importanza dell'industria militare come impulso economico e occasione di lavoro; per il 68% la tecnologia e la ricerca in ambito militare porta spesso a sviluppi in campo civile; per il 76% la capacità tecnologica militare italiana deve essere a livello dei migliori paesi stranieri. L'Italiano dimostra di conoscere cosa sia lo strumento militare, di comprenderne il ruolo, l'utilizzo.

    E' per questo motivo che alla notizia del piano del Governo per un incremento dell'impegno italiano in Afghanistan nel 2016, è probabile che non abbia condiviso la decisione. Come registrato lo scorso anno, il sostegno alla missione è calato di oltre venti punti percentuali in meno di dieci anni: nel 2006 era del 69%, con meno di un quarto di contrari, mentre nel 2014 risultava 47%, la minoranza, oltretutto dagli superati dagli sfavorevoli, al 48%.

     

     

    E' venuto a mancare il sostegno dei giovani, in altre occasioni i più entusiasti dell'azione delle nostre Forze Armate, e il consenso nel Nord Italia, che invece ne 2006 era oltre la media nazionale. Ma non è più il solo fatto che la missione afghana sia oltremodo lunga, costosa, lontana, ad aver raffreddato gli animi. Oggi ci sono problemi molto più vicino a noi che meriterebbero una più attenta presenza italiana. Lo pensa il 65% della cittadinanza, secondo cui "l'Italia dovrebbe immediatamente uscire dall'Afghanistan e concentrarsi sulle nuove aree di crisi del Mediterraneo". Ricorda un po' Tito Livio: mentre a Roma si discute, Sagunto viene presa; con il centrodestra ed i grillini che spingono di più ed il Pd, sulla questione, meno caldo.

     

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