Storytelling

    6 novembre 2015



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    "Storytelling" è un termine anglosassone che definisce i mezzi, che utilizzano il racconto, per spiegare gli eventi all’individuo secondo il susseguirsi logico della realtà. Si fa ampio uso di storytelling in campo aziendale, si pensi solo al settore pubblicitario, in cui l'approccio è sistematicamente adoperato è quello del "format narrativo", e, naturalmente, anche in politica.

    In Italia, i leader dei tre maggiori partiti sono ben identificabili dal contenuto ricorrente nella loro comunicazione. Grillo: "tutti ladri, tutti a casa"; Renzi: "fare e far ripartire l'Italia"; Salvini: "protezione: dall'immigrato, da questa Europa". Sono la proposta politica, ovvero il prodotto che il cittadino cercherà di procacciarsi col voto. Studiare l’incisività di questi tre messaggi nell'elettorato, è un punto di partenza per capire l'ampiezza dei bacini da cui potranno attingere i partiti.

     

     

     

    L'ultimo studio pubblicato sull'argomento, ci dice che oltre più di due terzi degli italiani, il 68%, vuole una classe politica “onesta e trasparente”. La questione economica, che nei nei sondaggi è da sempre in cima alle preoccupazioni, ottiene appena il 19%; solo l'8% il "proteggerci dall'immigrazione e da certe leggi europee". In più, solo per le opzioni del “fare" e del “proteggere” è stato specificato come la classe politica dovesse “avere esperienza". Una situazione che voleva ancor meglio riproporre la situazione reale: Pd e Lega hanno una lunga esperienza di governo, non i Cinque Stelle. La competenza percepita è spesso discriminante per la scelta di voto: all'elettore non piacciono le avventure; per intenderci, in certi momenti Berlusconi riusciva a penetrare l'80% del proprio bacino di voto, facendo leva sul "saper fare". Ma da questo punto di vista, sia Renzi e che Salvini sembrano convincere poco.

    Il 40-50% di indecisi che risultano dai sondaggi si questo periodo, con l'avvicinarsi delle elezioni, valuteranno il messaggio e la credibilità del leader che lo propone; alla fine quasi tutti voteranno. Saranno loro che decideranno chi vince o chi perde rispetto a schieramenti oggi non così distanti fra di essi. Da questo punto di vista, Grillo adesso è più avanti degli altri; che devono inseguire, che devono adattare la propria narrativa, appunto lo storytelling, a questa grande richiesta di onestà e di chiarezza. Di questa dinamica, vedremo gli esiti già nelle campagne e nei risultati delle prossime Amministrative.

     


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