I Ministri-Donna del Governo Berlusconi e la Stampa italiana

    25  Agosto 2010



    di Arnaldo Ferrari Nasi

     

    Quando, nel maggio 2008, venne ufficializzata la squadra del nuovo governo di Silvio Berlusconi, tra le diverse cose, si commentò anche della componente femminile tra i ministri appena nominati.
    Due ministeri con portafoglio a Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo, cioè Istruzione Università e Ricerca e Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare; due ministeri senza portafoglio a Mara Carfagna per le Pari opportunità e Giorgia Meloni per la Gioventù. Ad un anno esatto di distanza, si è aggiunse ad esse Michela Vittoria Brambilla, quale Ministro senza portafoglio (già Sottosegretario) del Turismo.

    Oggi, passati più di due anni dall’inizio della legislatura, è possibile effettuare un consuntivo sulla percezione del loro operato.
    Abbiamo preferito utilizzare un metodo indiretto, cioè verificare come la stampa italiana abbia descritto e stia descrivendo i detti politici. La scelta di questa metodologia è stata ritenuta opportuna in quanto l’esposizione alla pubblica opinione dell’operato dei ministri coinvolti è del tutto differente, in considerazione del differente peso ed incidenza dei loro ministeri.
    I giornalisti, quindi, non sono stati visti solo nella loro funzione di gatekeeper, ovvero di coloro che decidono se lasciare filtrare o meno una particolare notizia attraverso i "cancelli" del mezzo di informazione. Essi sono stati utilizzati come se fossero opinion leader, cioè come quelle persone influenti che raccolgono il messaggio e lo ritrasmettono al proprio gruppo sociale di riferimento.
    In realtà non sono stati intervistati i giornalisti, ma con il metodo che già abbiamo descritto di ricerca concettuale, sono stati analizzati gli articoli da essi scritti in tutto il 2010, fino al 30 luglio, per le edizioni in rete di Avvenire, Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, Libero, Il Tempo, Il Manifesto, Il Sole 24 Ore, L’Unità, La Stampa. E’ stato scelto di non andare oltre l’anno in corso, proprio per permettere all’On. Brambilla, che ha ottenuto il suo ministero dopo gli altri, di “mettersi in pari” con l’avviamento dei lavori.

    Come nelle precedenti indagini, si è seguito lo schema a quattro punti per la profilazione dell’uomo politico: preparazione/competenza; fiducia; vicinanza ai cittadini; efficacia. Ogni ambito di ricerca è stato declinato in ulteriori dieci concetti, cinque dal tono positivo e cinque dal tono negativo, realizzando così una griglia di quaranta “chiavi concettuali”.

    Dopo una prima rilevazione di circa 35.000 concetti interessanti, ne sono stati selezionati i 2025 con la più alta pertinenza alla griglia sopra descritta. Ad essi corrispondono circa 1.100 articoli.

    Grafico 1. Percentuale di concetti pertinenti rilevati per singolo ministro.

    Il Grafico 1 ci mostra quale “peso” la stampa analizzata stia attribuendo ai singoli ministri. Effettivamente questa speciale classifica, pare rispettare l’importanza percepita dei ministeri. Gelmini e Prestigiacomo a pari merito, con i due dicasteri che gestiscono budget in proprio. Brambilla segue con il 20%: il Turismo è altrettanto importante dell’Istruzione e dell’Ambiente, ma, vuoi per il fatto che il ministero non goda di proprio bilancio e, forse più importante, visto che in Italia il Turismo è per legge delegato alle Regioni e quindi su quel palcoscenico vi sono più attori istituzionali, il ministro ottiene solo un po’ di più della metà delle sue due colleghe.
    Seguono Meloni e Carfagna con quote ridotte (7% e 5%).

    Grafico 2. Toni utilizzati per singolo ministro (valori percentuali).

    Posto che in generale, i toni utilizzati sono stati nel 56% dei casi negativi e nel 44% positivi, parrebbe che quest’ultimo sia inversamente proporzionale al numero di presenze rilevate per singolo ministro.
    Meloni e Carfagna, di cui si parla meno, ottengono rispettivamente il 54% ed il 52%  di giudizi positivi; Prestigiacomo e Brambilla il 46% e 44%. Con Gelmini si scende ulteriormente al 39%, la questione della riforma scolastica e universitaria ha effettivamente suscitato molte reazioni e non sempre positive.

    Grafico 3. Dettaglio "preparazione/competenza": toni utilizzati per singolo ministro (valori percentuali).

    L’ambito relativo alla preparazione è stato declinato in item quali la conoscenza del proprio mestiere e l’esperienza politica. Gelmini e Prestigiacomo ottengono giudizi positivi in numero sensibilmente più alto delle colleghe, che comunque sono tutte in una fascia che oscilla attorno al 65%.

    Grafico 4. Dettaglio "fiducia": toni utilizzati per singolo ministro (valori percentuali).

    Il dato sulla fiducia percepita, invece, rende una variabilità decisamente più alta. Tra il 65% di concetti positivi rilevati per Carfagna ed il 27% per Gelmini, vi sono ben 38 punti.

    Grafico 5. Dettaglio "vicinanza ai cittadini": toni utilizzati per singolo ministro (valori percentuali).

    Sulla vicinanza ai cittadini, invece - essere ad esempio disponibili, comprensibili, stimati – sono Meloni e Brambilla ad ottenere più consensi sulla stampa.
    Di sicuro il Ministero della Gioventù, retto appunto da Meloni, non può non aiutare in questo ambito. Su Brambilla, invece, occorre ricordare che proprio nel PdL, è la responsabile del settore delle Iniziative Movimentiste ed è stata la fondatrice dei Circoli della Libertà, nati come radicamento sul territorio del mondo vicino a Forza Italia. E inoltre, sono probabilmente condivise le sue prese di posizione a favore degli animali, per le quali ella si spende molto ed in prima persona.

    Grafico 6. Dettaglio "efficienza": toni utilizzati per singolo ministro (valori percentuali).

    Il dato relativo all’efficienza, che abbiamo già visto essere il più critico nel rapporto politici/giornalisti, vede Brambilla al primo posto con 32% di positività. Seguono Prestigiacomo (30%) e Meloni (29%); più staccate Carfagna e Gelmini, entrambe al 25%.
    Il risultato sembra interessante, soprattutto se confrontato con quello del parametro relativo alla preparazione politica. Brambilla, partita “con handicap” (penultima come preparazione) è quella che a detta degli esperti, sta ottenendo più risultati.

    Ma quali sono le testate più critiche e quelle meno critiche, nei confronti di questi Ministri?
    Il committente dello studio da cui abbiamo tratto questi dati, ci ha chiesto, in questo caso, di pubblicare solo il risultato aggregato e non per singolo ministro.
    Comunque non mancano le sorprese.

    Grafico 7. Toni impiegati per singola testata giornalistica (valori percentuali).

    Intanto, il valore positivo più alto è “solo” del 50%, ottenuto da Libero. Il Giornale è terzultimo al 39%. Questo significa che anche le testate più vicine ideologicamente all’attuale governo, possono essere critiche nei confronti di personaggi che lo compongono. Oltre al fatto che le stesse testate paiono assumere posizioni sensibilmente differenti.
    Allo stesso modo, un quotidiano di sinistra come Il Manifesto, occupa la terza posizione nei giudizi positivi; mentre quello che, almeno ufficialmente, dovrebbe essere il più equilibrato, il Corriere della Sera, risulta quello sul quale sono stati rilevati il maggior numero di toni negativi.

    In ultimo, a validazione dell’ipotesi che il giornalista non può solo essere visto come un selettore di notiziabilità, ma anche come un vero e proprio latore di messaggi, sono stati effettuati dei confronti con diversi sondaggi pubblicati di vari istituti di ricerca, relativi alla “fiducia ai ministri” nel periodo preso in esame. 
    Naturalmente, in questo caso il dato può essere solo giudicato a livello qualitativo, posta la differenza relativa all’oggetto statistico analizzato e alla metodologia utilizzata, ma è possibile affermare che il risultato di fondo, quale ad esempio la “classifica” di tono generale o quella specifica al campo della fiducia, è del tutto conforme nei diversi studi, sia che esso sia stato  rilevato direttamente tramite intervista, che evinto dall’analisi concettuale sulla stampa.

    Per concludere e rispondere al quesito iniziale, cioè come viene giudicato dalla stampa l’operato dei diversi ministri donna del governo Berlusconi, si può dire che c’è una certa differenza sulla quantità nel numero di presenze, dovuta solo in parte all’importanza attribuita al ministero, ma anche, pensando ad esempio al Ministero del Turismo, alla quantità di competitori del settore che possono “rubare la scena”.
    I giudizi sono vari e differenti, nei diversi ambiti di ricerca, e non omologati. Non c’è un ministro “tutto negativo” o “tutto positivo”: essi sembrano venir giudicati nei vari settori secondo le loro specifiche caratteristiche personali e politiche.
    Le stesse testate, spesso a favore o contro la politica governativa, danno giudizi differenziati sui singoli politici e nei singoli ambiti, anche in controtendenza con la linea editoriale generale.
    I risultati, quando si è reso possibile un raffronto, paiono confermati dalla pubblicistica disponibile sull’argomento.

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