Gianfranco Fini sulla stampa italiana delle ultime settimane

    17  Agosto 2010



    di Arnaldo Ferrari Nasi

     

    Nei giorni scorsi la stampa italiana è stata quasi del tutto monopolizzata dalle vicende riconducibili a Gianfranco Fini. Prima la costituzione dei nuovi gruppi parlamentari, poi la vicenda di Montecarlo.
    Soprattutto in relazione a quest’ultimo caso i toni si sono accesi e le posizioni radicalizzate. Due tra i quotidiani più vicini alle posizioni del centrodestra hanno addirittura lanciato una raccolta popolare di firme, allo scopo di chiedere le dimissioni del Presidente della Camera.

    Ma come è stato, più in generale, “trattato” Gianfranco Fini dalla stampa Italiana?
    AnalisiPolitica ha analizzato le edizioni on-line di dieci fra le più importanti testate quotidiane, ed ha cercato di mettere in relazione gli articoli concernenti il Presidente della Camera con taluni concetti che possono ricondurre a quattro punti cardine nel profilo di un uomo politico: preparazione/competenza; fiducia; vicinanza ai cittadini; efficacia.

    Lo studio è stato reso possibile grazie alla tecnologia messa a disposizione da Remtene, che ha utilizzato per il reperimento delle informazioni sul web un avanzato software, unico nel suo genere, in grado di rilevare direttamente i concetti espressi nei testi, senza passare per le “parole chiave”.
    Chi fosse interessato, può reperire maggiori informazioni sul sito del produttore britannico (www.autonomy.com) o del già citato partner italiano: sia sufficiente in questa sede ricordare che è coperto da più di centotrenta brevetti e che in Italia se ne sono dotate società del calibro di Fiat o Telecom.

    I quattro ambiti precedentemente descritti sono stati operativizzati declinando ognuno di essi in ulteriori dieci astrazioni, cinque dal tono positivo e cinque dal tono negativo. Questa operazione ha dunque generato quaranta “chiavi concettuali di ricerca” con cui interrogare il programma.
    Nello specifico, sono state analizzate tutte le uscite di Avvenire, Corriere della Sera, La Repubblica; Il Giornale, Libero, Il Tempo, Il Manifesto; Il Sole 24 Ore; L’Unità; La Stampa, del periodo compreso tra il 27 maggio ed il 27 luglio scorsi, cioè nei sessanta giorni precedenti alla vicenda dell’appartamento monegasco.

    Ad una prima analisi sono state rilevate circa 16.000 rappresentazioni applicabili alle diverse chiavi di ricerca. Con ulteriori passaggi di raffinazione si è infine giunti ad ottenere 687 concetti altamente rilevanti - corrispondenti a 435 articoli - riferibili in modo chiaro ed univoco alla persona del Presidente Fini.
    Si è parlato di:  preparazione/competenza, nel 34% dei casi; fiducia, nel 16%; vicinanza ai cittadini, nel28%; efficacia, nel 22%.
    Il tono positivo è stato utilizzato il 45% delle volte, mentre quello negativo il 55%. All’interno dei specifici settori, invece, le differenze di espressione sono risultate più marcate.

    Grafico 1: Ambito di ricerca per tono utilizzato

    Sicuramente nell’ambito della preparazione dell’uomo politico, il riconoscimento al Presidente della Camera da parte della stampa è risultato alto. Nel 76% dei casi sono state rilevate frasi di senso positivo attribuibili a concetti come la migliore competenza rispetto ad altri, la molta esperienze, cultura, intelligenza e conoscenza del proprio mestiere. Solo il 24% erano di segno opposto.
    Per quanto riguarda la fiducia, invece, il dato risulta quasi ribaltato. In relazione a concetti quali: operare nell’interesse dello Stato piuttosto che nel proprio, essere sinceri, seri, fedeli ai propri principi, mantenere le promesse; le testate prese in esame esprimevano il 66% di tono negativo, ed il 34% di positivo.
    All’incirca lo stesso, per la vicinanza ai cittadini, espressa con concetti quali: simpatia, stima, comprensione, vicinanza, non condizionamento dai partiti/poteri forti. Il tono positivo veniva utilizzato nel 38% dei casi, mentre quello negativo nel 62%.
    Sull’efficacia dell’azione politica, i risultati sono stati ancor più negativi. Indicatori quali: ottenere risultati, avere la statura dell’uomo di stato piuttosto che essere come gli altri politici, essere risoluti, autorevoli, influenti; sono stati rilevati solo il 16% delle volte in senso positivo, mentre l’84% in senso negativo. Per quest’ultimo ambito di ricerca, invero, occorre sottolineare che il dato è del tutto simile a quello di altri uomini politici analizzati: lo stesso Silvio Berlusconi, ad esempio, ottiene un valore solo di poco superiore. Potremmo quindi considerare che, in generale, l’ambito dell’efficacia venga trattato in modo critico, dalla stampa, verso tutta la classe politica.

    Da rilevare, infine, che non paiono esserci state differenze significative tra una testata giornalistica e l’altra nel tipo di espressioni utilizzate; anche prendendo in esame i quotidiani attualmente non vicini alle posizioni di Giancarlo Fini, come Libero ed Il Giornale.
    Vogliamo ricordare che la ricerca ha voluto individuare concetti espressamente riferiti alla persona e non alla azione politica contingente. Se ne potrebbe evincere, che, nel periodo preso in esame, non sono stati condotti particolari “attacchi personali” da parte di alcuna delle testate considerate.

    In conclusione, si può dire che, proprio nel periodo immediatamente precedente alla sua decisione di intraprendere una nuova strada politica, la stampa italiana – quella presa in esame – ha descritto il Presidente Fini come una persona, sì, molto preparata, ma che non dà troppa fiducia e poco vicina ai cittadini.
    I citati dieci quotidiani analizzati, rispecchiano sicuramente tutte le tendenze politiche: ve ne sono alcuni di chiara matrice di sinistra e centrosinistra, altri di segno opposto e altri, almeno ufficialmente, non schierati. Il fatto che non siano state rilevate grandi differenze di espressione tra le singole testate, quindi che non sia stato rilevato nulla di riconducibile all’eventuale politicizzazione della linea editoriale, potrebbe far pensare, dal punto di vista puramente tecnico della comunicazione politica, che si sia prodotto un lack, una vuoto, nel corretto flusso informativo della linea politica da parte dell’entourage di Gianfranco Fini agli organi d’informazione.

     


     

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