AnalisiTurismo - Menu troppo italiani: i francesi pronti a tradurre

    2 Maggio 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Ha avuto in Italia grande eco la vicenda occorsa, lo scorso febbraio, al ristoratore italiano all’estero Massimo Lecas, proprietario del ristorante “Buonanotte” di Montreal, in Canada.
    Il fatto (come riportato dal Corriere della Sera del 21 febbraio scorso): il ristoratore ha provveduto a “cambiare in tutta fretta il menù e togliere i termini «pasta»; «bottiglia»; «antipasto». Al loro posto, la traduzione in lingua francese. L’Office québécois de la langue française, cioè l’autorità nel Québec cui spetta il compito di difendere la lingua di Molière, ha decretato che le parole “incriminate” non sono termini francesi e ha dunque deciso che la loro apparizione sui menù, senza un’adeguata traduzione, viola “il codice della lingua”.
    Vi era stato il reclamo all’Ufficio da parte di un cliente, “che si era lamentato per la poca chiarezza sulla lista dei piatti del Buonanotte. Lecas aveva scritto il menù utilizzando i termini «bottiglia» anziché «bouteille» e «calamari» anziché la parola francese. Da lì era seguita la lettera, la visita di un ispettore e pure una multa”.

    Abbiamo dunque chiesto al nostro panel di ristoratori italiani all’estero se anche essi fossero stati a conoscenza della vicenda e, se nella loro vita professionale, avessero mai saputo di episodi simili.
    Bisogna rilevare quindi che solo il 15% aveva letto o sentito la notizia, assieme ad un altro 13% che solo “superficialmente” ne era al corrente. E in pochissimi (8%) hanno sentito di casi simili, nel paese in cui operano.

    Riflettendo sull’accaduto, ci si poteva domandare se un fatto simile potesse aver maggiori probabilità di accadere in un paese francofono. Non tanto perché i francesi, a volte, sembrano “un po’ così”, quanto perché sulla produzione alimentare e culinaria, tra Francia e Italia è da anni in atto una spietata guerra commerciale. Soprattutto da quando l’Italia, negli ultimi trent’anni, ha affinato la produzione vitivinicola e, assieme ad altri prodotti, si è portata sugli stessi livelli qualitativi di quello che prima era fondamentalmente un monopolio transalpino nel mondo.
    In questo caso il campione si divide, fra chi è  d’accordo e chi non è d’accordo. Da notare che per il 58% “i francesi se possono adottano anche pratiche al limite della scorrettezza, perché temono la cucina e i prodotti italiani”.

    Ciò che traspare maggiormente dall’indagine, però, è ancora una volta la richiesta di Italia da parte di italiani. Cioè, i nostri imprenditori vogliono sentirsi le “spalle coperte”.
    Per il 76%, “di fronte a casi come questo, le autorità italiane del luogo devono protestare fortemente” e, per il 74%, “di fronte a casi come questo, anche se sono cose piccole, anche le autorità nazionali italiane, dovrebbero fare sentire la loro voce”.
    A torto o a ragione, probabilmente, se fosse accaduta una cosa del genere a qualche altro paese europeo, qualcuno avrebbe battuto i pugni sul tavolo. Mentre, da parte nostra, non pare esserci stato nulla di tutto questo a Montreal, con molta della stessa stampa canadese dalla parte del nostro ristoratore e in aperta polemica con le autorità responsabili.

    Infinitamente meno importante, ma è lo stesso virus che ci colpisce dall’India?

    Tavola 1
    Lei ha/aveva sentito parlare della vicenda?


    Tavola 2
    Ha mai sentito di altri casi del genere occorsi ad altri ristoranti italiani nel paese in cui opera?

    Tavola 3
    Ecco alcune frasi che abbiamo sentito da altri ristoratori italiani all’estero. Per favore, per ciascuna di esse ci dica se è molto, abbastanza, poco o per niente d’accordo.
    “Un fatto del genere poteva succedere solo in un paese francofono”.


     

    Tavola 4
    Ecco alcune frasi che abbiamo sentito da altri ristoratori italiani all’estero. Per favore, per ciascuna di esse ci dica se è molto, abbastanza, poco o per niente d’accordo.
    “I francesi se possono adottano anche pratiche al limite della scorrettezza, perché temono la cucina e i prodotti italiani”.

     

    Tavola 5
    Ecco alcune frasi che abbiamo sentito da altri ristoratori italiani all’estero. Per favore, per ciascuna di esse ci dica se è molto, abbastanza, poco o per niente d’accordo.
    “Di fronte a casi come questo, le autorità italiane del luogo devono protestare fortemente”.

     

    Tavola 6
    Ecco alcune frasi che abbiamo sentito da altri ristoratori italiani all’estero. Per favore, per ciascuna di esse ci dica se è molto, abbastanza, poco o per niente d’accordo
    “Di fronte a casi come questo, anche se sono cose piccole, anche le autorità nazionali italiane, dovrebbero fare sentire la loro voce”

     


     


    (Fonte: dati Isnart, 2013)

     

    © 2009 AnalisiPolitica
    Rivista mensile di ricerca e comunicazione politica
    P. Iva 04359100965

    Please publish modules in offcanvas position.