AnalisiTurismo - Ristorante italiano nel mondo: una risorsa per il Belpaese

    2 Gennaio 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Il ristorante italiano nel mondo è una risorsa non solo per l’imprenditore, gli addetti e la micro-economia che vi gira attorno. Lo è in modo diretto (e non indiretto) per la stessa Italia. Anzi, per essere precisi, la risorsa è in realtà una doppia risorsa, poiché vi è una valenza simbolica, emblematica, ed un’altra legata agli aspetti più pragmatici, commerciali.

    Si parta da un assunto. Nove imprenditori su dieci, quando parliamo di ristorazione italiana all’estero, si sentono così legati alla madrepatria da definirsi come un “nuovo ambasciatore d’Italia”.

     

    Tavola 1.

    Affrontiamo ora un argomento importante.

    Diverse persone qui in Italia vi considerano i “nuovi ambasciatori d’Italia” nel paese che vi ospita. Lei, grazie alla sua attività, direbbe di sentirsi un “nuovo ambasciatore d’Italia”?

     

     

    Ma cosa significa “essere ambasciatore”, cosa significa nella pratica? Lo abbiamo chiesto a nostri 150 panelisti che ci hanno dato quel riscontro, che appunto, ci ha fatto comprendere come coesistano aspetti simbolici ed aspetti pragmatici.

     

    Tavola 2.

    (a chi risponde “molto o abbastanza o poco”)

    E nella pratica, cosa si sentirebbe di fare da “ambasciatore”? Le porgo alcuni esempi concreti, ci indichi quelli che farebbe.

     

    Esemplificativa in questo senso la risposta che ottiene maggior frequenza (56%): “festeggiare feste nazionali Italiane con serate a tema coordinate con l’Italia”.

    Qui a prevalere è l’aspetto legato al simbolo, ma non è secondario anche quello pratico, proprio nell’aspetto nella volontà dell’organizzazione congiunta.

    Il secondo item in termini di importanza, “promuovere pacchetti turistici strutturati” mostra tutta la potenzialità commerciale di quanto si stava dicendo; mentre il terzo “esporre in modo ufficiale la bandiera” è invece del tutto legato alla visione ideale.

    Circa otto ristoranti su dieci, già sono attivi nel vendere prodotti alimentari italiani, Di questi più della metà lo fanno in maniera continuativa ed organizzata.

    Allo stesso modo circa un terzo degli interpellati vende anche pacchetti turistici per l’Italia, ma solo in misura minore al 10% lo fa in modo strutturato, e il 20% vende altri prodotti simbolo quale la moda italiana.

     

    Tavola 3.

    Lei, nel suo locale, oltre alla sua principale attività di ristoratore, si è organizzato per vendere anche altri prodotti italiani?

     

    Escludendo coloro che si sono già attrezzati per la vendita continuativa di prodotti ai clienti, abbiamo chiesto agli altri se fossero anche loro disposti a farlo ed in modo strutturato. Ad esempio dopo aver selezionato prodotti agroalimentari e vacanze tra un paniere certificato. Ebbene la risposta è stata molto confortante, con circa tre quarti di ristoratori favorevoli (un terzo di questi sicuri di poterlo fare).

     

    Tavola 4.

    (solo a chi ha risposto alla “2” o “3” alla precedente)

    In generale, in termini sintetici, lei con il suo ristorante “vende Italia”. Ma sarebbe disposto a farlo in modo più strutturato?

    Ad esempio dopo aver selezionato prodotti agroalimentari e vacanze tra un paniere certificato, potrebbe proporli direttamente ai suoi clienti?

     

    Allora, molto semplicemente facendo la somma tra coloro che già vendono e coloro che sicuramente venderebbero, si può affermare che l’Italia potrebbe godere da subito di una rete composta dal praticamente tre quarti dei ristoranti italiani nel mondo che potrebbero fungere da rete commerciale capillarmente diffusa, se solo la si volesse strutturare.

    Un esempio: sarebbero 1.300 i ristoranti sparsi su 43 nazioni estere con cui le Camere oggi sono già in stretto contatto grazie al sistema di certificazione, con cui poter effettuare questa operazione da subito.

     

    Questo, per esempio, potrebbero un piccolo ma intelligente contributo, a basso costo e ad alta efficienza, nell’affrontare la sfida economica dell’oggi e del domani.


    (Fonte: dati Isnart, 2013)

     

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