AnalisiTurismo - Stagione invernale, gelata sulle prenotazioni

    3 Novembre 2012



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Le aspettative relative all’andamento della domanda turistica per la stagione invernale sono decisamente di segno negativo. Quasi il 58% del campione intervistato prevede una contrazione del numero di turisti e addirittura il 27% una diminuzione “sensibile”. Per contro, solo il 9,5% si aspetta un aumento (e sono pochissimi coloro che parlano di “notevole” aumento”.

    Le attese sono ancora più negative in termini di fatturato: circa il 66% degli intervistati indica per il prossimo inverno una sua diminuzione e addirittura il 40% prefigura una contrazione significativa. Gli ottimisti sono appena il 6,3%.

    Le previsioni per quest’anno sono peggiori di quelle, pur negative, che il panel aveva espresso per la scorsa stagione invernale. Nell’indagine condotta ad ottobre 2011, infatti, quasi il 20% del campione parlava di aumento del numero di turisti e quasi il 14% anche del fatturato.

    Le attese peggiori riguardano la domanda interna: il 66% del campione ritiene che il prossimo inverno sarà in diminuzione e solo il 4,6% pensa ad un suo aumento.

    Tavola 1.
    Quale prevede sarà l’andamento del turismo nella prossima stagione invernale in Italia in relazione al numero di turisti ed al fatturato complessivo?


    Come osservato anche relativamente alle aspettative per la stagione estiva, il fatto che le previsioni sull’andamento del  fatturato siano persino peggiori di quelle relative alla dinamica di arrivi e presenze implica che gli operatori ritengano probabile una certa riduzione dei prezzi di vendita quale leva fondamentale per contenere almeno in parte la forte contrazione della domanda.

    Per la domanda internazionale, prevale nettamente l’ipotesi di stazionarietà rispetto allo scorso anno; va però osservato che la percentuale di coloro che si aspettano una diminuzione anche del mercato internazionale è maggiore di quella che parla di un aumento. In sintesi, si ritiene che la forte diminuzione della domanda turistica di provenienza nazionale non troverà compensazione nella crescita di quella estera. Non si rilevano differenze significative nelle attese verso la domanda estera dei Paesi geograficamente vicini al nostro, rispetto a quella dei Paesi “lontani”.

    Le indicazioni dei flussi turistici segmentati per “capacità di spesa” mostrano che oltre il 40% del campione si aspetta una diminuzione della domanda con capacità di spesa limitata o media, mentre il 32% è pessimista anche per la domanda con capacità di spesa elevata. Interessante osservare che per la fascia “bassa” del mercato, il campione ha una aspettativa piuttosto divaricata, in considerazione del fatto che poco meno di un terzo si aspetta un aumento della domanda di questa fascia.


    Tavola 2.

    Nello specifico, quale sarà, secondo lei, l’andamento delle seguenti tipologie di turisti nella prossima stagione invernale in Italia?


    L’andamento della domanda a livello nazionale e internazionale, condizionata dalle tendenze economiche generali rappresenta la motivazione prevalente della contrazione di turisti e di fatturato per il 38 – 39% degli intervistati. Un altro 31 – 34% ritiene che la causa principale delle difficoltà sul mercato sia direttamente imputabile agli effetti delle attuali politiche sul turismo.

    L’attrattività delle nostre destinazioni turistiche e la competitività di prezzo dell’offerta ricettiva rappresentano, invece, i fattori di “forza” che in qualche misura sostengono la domanda turistica per il prossimo inverno. Di questo avviso sono rispettivamente il 33% e il 29,6% del campione. Una tendenza analoga si osserva per quanto riguarda l’andamento del fatturato.


    Tavola 3.

    Lei ha previsto una variazione del numero dei turisti e/o del fatturato in Italia per la prossima stagione invernale. Secondo lei, tra queste, quale è la principale motivazione?


    Si conferma, dunque, il segnale potenzialmente positivo osservato nei mesi scorsi relativamente alle aspettative per la stagione estiva. Le attese negative sono, infatti, strettamente correlate con l’andamento economico generale. Appaiono invece relativamente meno influenzate dagli elementi che riguardano più direttamente l’offerta turistica; su questi prevale, anzi, l’idea che riescano ad attivare un andamento positivo della domanda. In estrema sintesi, la parte prevalente del nostro panel ritiene che l’attuale crisi del mercato dipenda molto più da fattori di carattere generale, esogeni al settore turistico che da deficit della qualità della sua offerta.


    (Fonte: dati Isnart, 2012)

     

     

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