27 aprile 2013



    intervista ad Arnaldo Ferrari Nasi


    Se si tornasse a votare tra poco il centrodestra vincerebbe a mani basse. Lo sa bene il Pd, uscito dilaniato dall’elezione del presidente della Repubblica, e lo sa altrettanto bene il Pdl che preferisce aspettare l’esito delle consultazioni attraverso cui Enrico Letta sta difficilmente tentando di formare il nuovo governo.

    "La quota di indecisi è attualmente al 30-35%. Occorre che ci chiediamo: dopo tutto quello che è successo, in caso di elezioni immediate questi elettori chivoterebbero? Il Pd, il Pdl, oppure si sposterebbero in massa verso Grillo?" riflette il sondaggista Arnaldo Ferrari Nasi, contattato da Il Sussidiario.

    20 marzo 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Gli ultimi dati rilevati dal nostro Istituto, nel 2012, vedono un forte calo della fiducia nella giustizia in Italia, che non supera la quota del 38%.
    Per metterci al riparo da eventuali contestazioni, abbiamo cercato conforto nella letteratura disponibile. Ecco quindi che anche l’eminente sociologo Ilvo Diamanti pubblica sul sito del proprio istituto Demopolis il dato da lui rilevato nel 2012, che è di 39%, in calo rispetto al 42% dell’anno precedente; mentre l’ultima indagine sul tema effettuata in Italia dal consorzio europeo Eurobarometro, nel 2010, vede il dato al 42%.
    Non vi è dubbio, quindi, che in Italia una quota che va ben oltre la metà dei cittadini - si arriva attorno al 60% - non si fidi del sistema giudiziario del proprio paese.

    TAVOLA 1.

    Percentuale di maggiorenni che hanno fiducia nella giustizia in Italia

    15 marzo 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Qual è la differenza tra sondaggisti e sociologi?
    Mmmhhh, i primi li conoscono tutti, ne parlano i giornalisti, i secondi nessuno.
    Mmmhhh, i primi sono una qualcosa di indefinito, sono la traduzione del termine americano pollster. I secondi sui contratti e sulle fatture devono obbligatoriamente indicare: “Professione esercitata ai sensi della legge 14.01.2013, n. 4”.

    Tra i primi possiamo trovare pregiudicati che vanno ai talk show nazionali; plurifalliti che continuano a vincere appalti Rai con società di comodo; gente che ha la nomea di andare in giro “con in tasca gomma e matita, per cambiare i dati se al cliente non piacciono”.
    Ci sono anche simpaticoni che parlano come Di Pietro. Vabbé che se Oscar Giannino, da finto laureato, poteva tenere una rubrica su Radio 24 ed essere consigliere di altissime cariche istituzionali, che importa? Anzi, che c’azzecca?
    Tutto vero, tutto vero. Chi è di questo mestiere lo sa.

    8 marzo 2013



    di Francesco Anania

    La ricorrenza dell’8 marzo, data divenuta simbolo delle conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, ci invita ad un approfondimento sulla misura in cui oggi, nel nostro Paese, viene avvertita una discriminazione basata sul genere. Un’indagine Eurobarometro di recente pubblicazione e condotta nel giugno 2012, ci mostra che la percezione di tale discriminazione, in Italia, risulta essere ancora ampiamente al di sopra della media europea. Sono ben il 44%, infatti, coloro che ritengono che in Italia vi sia una diffusa discriminazione basata sul genere, mentre il 43% pensa che essa sia rara e soltanto l’8% la ritengono del tutto inesistente: risultati che collocano l’Italia al penultimo posto fra i 27 paesi dell’UE se si considera la somma delle risposte “rara” e “inesistente” (pari al 51%),  davanti soltanto alla Francia (46%). La media dell’Unione Europea, invece, evidenzia come il 31% degli intervistati pensi che nel loro Paese vi sia una diffusa discriminazione, il 58% sostiene che essa sia rara, mentre il 6% la percepisce come inesistente.

    TAVOLA 1.

    Secondo lei è diffusa, rara o inesistente nel nostro Paese una discriminazione che riguarda il genere?
    (Fonte: Eurobarometro)

    20 Febbraio 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi

    Sulla par condicio. Forse l’intento era buono ed onesto, ma è certo che è una norma che fa acqua da tutte le parti.
    Un po’ per come è calcolata. Ad esempio, vengono rilevati i tempi di presenza dei personaggi politici sulle singole antenne (le reti) senza considerare quanto valgano in termini di audience televisiva. Per intenderci, un passaggio di 30 secondi al TG serale de La7, vale tanto quanto lo stesso alla stessa ora al Tg1. Sembra corretto?
    Poi non vengono considerati gli altri media. I nuovi media neanche a parlarne, ma anche sulle radio. Pare calata una specie di foschia: non vi sono dati pubblici e neanche si vedono in giro bandi per assegnare a ditte la rilevazione come avviene per le TV. Dimenticate.

    Comunque, grazie agli amici di Canale Tre che ci hanno fornito i dati, siamo riusciti a fare un piccolo calcolo a dimostrazione palese di quanto abbia male funzionato la Legge 28/2000 anche in questa campagna. Una dimostrazione parziale, invero, perché per fare uno studio più approfondito ci sarebbero voluti più tempo e risorse. Ma del tutto indicativo indicativo.

    TAVOLA 1.

    Differenza percentuale tra i valori delle principali coalizioni nei sondaggi e la presenza nei TG considerati
    (Fonte: Elaborazione AnalisiPolitica su dati Canale Tre)

    18 Febbraio 2013



    di Arnaldo Ferrari Nasi e Riccardo Rudelli

    Gli elettori essenzialmente si dividono in due categorie. I fedeli, se non al singolo partito, all’area politica di riferimento in cui valutano l’offerta politica dei diversi soggetti che la compongono. Gli infedeli, quelli che, a seconda delle diverse situazioni economico-politico-sociali dell’anno in cui avviene l’elezione, possono invece votare a destra o a sinistra. Fondamentalmente sono uno degli aghi della bilancia (non ve ne è solo uno) che danno la vittoria all’una o all’altra parte.
    Un esempio tipico sono la parte di coloro che nei sondaggi si dichiarano politicamente attenti su certi aspetti, ma indecisi sul partito da votare. Ma ve ne sono altri, a noi oggi interessano i “Libertari”.
    Chi sono i Libertari?

    Sono una “cosa” che hanno scoperto gli americani, o meglio, le think thank americane.
    Esiste un segmento di elettori che può orientarsi verso candidati o partiti sia di destra che di sinistra perché capace di superare la distinzione destra/sinistra - nonostante esso rimanga il principale modello col quale i cittadini si definiscono - quando parlano e giudicano la politica.

    Sottocategorie

    queste sono le notizie per tutti gli utenti, registrati e non

    Queste sono le notizie per tutti gli utenti, registrati e non, sul tema del Turismo

    © 2009 AnalisiPolitica
    Rivista mensile di ricerca e comunicazione politica
    P. Iva 04359100965

    Please publish modules in offcanvas position.